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Chi è

Tommaso Fiore nasce grande, grosso e con tanti capelli, che a vederlo oggi non si direbbe. Cresciuto all’ombra di se stesso, trascorre l’infanzia seduto negli ultimi banchi perché impedisce la visuale ai compagni. Forse è questa insolita prospettiva che lo rende osservatore attento e scrupoloso.

Durante l’adolescenza, alla pallacanestro, a cui pare naturalmente destinato, preferisce il tiro con l’arco, ma capisce presto che è meglio tentare la carriera in altri campi. Ancora oggi a stento distingue un pallone da calcio da uno da rugby.
Diventa perito industriale, benché gli unici cavi che sappia realmente maneggiare sono quelli della sua chitarra. Diplomato in conservatorio, da venti anni si occupa di musica, la insegna, la canta, la ascolta, spesso contemporaneamente.

Appassionato di musica corale, da qualche tempo dirige un coro tutto suo. Sostiene di saper cucinare, sostiene di preparare la focaccia più buona di Bologna, si ostina a mentire.

Ha finalmente smesso di parlare di campagna, perché prendersi cura delle terre di suo padre gli toglie il fiato.
Trasformare quelle olive nell’olio infiore è sempre stato il suo obiettivo. Adesso lo ha raggiunto.

Dicono di lui

% Puntigliosità % Affettuosità % Pazienza