… Tommaso Fiore per il suo Olio Infiore!

È andata più o meno così.

Maria Paola Gabusi ha annunciato i vincitori, Tommaso si è alzato e con aplomb ha ritirato targa e pergamena. Bacio a destra, bacio a sinistra, è poi tornato in modo composto alla sua sedia.

Il suo sguardo però tradiva una gioia che con la compostezza ha poco a che vedere.

Io, Angela, dall’altra parte dello schermo, ché alla premiazione non vi ero potuta andare ma la diretta su Facebook non me la sono persa, ero tutto un fremito scomposto.

Ma si sa, io e mio fratello siamo assai diversi.

Essere i primi classificati in questo concorso internazionale a cui siamo particolarmente legati ha emozionato molto entrambi, ci ha resi felici. Perché?

Non solo perché il Premio Leone d’Oro dei Mastri Oleari, è stato il primo concorso internazionale a nascere 28 anni fa, con lo scopo di evidenziare la produzione di oli extravergini di oliva di altissima qualità salutistica e organolettica di ogni provenienza. E neanche perché, da quando è organizzato da O’Live & Italy, stimola e pubblicizza l’impegno delle imprese al continuo miglioramento qualitativo dei prodotti, promuovendola attraverso opportune azioni presso le istituzioni pubbliche e private, operatori professionali del commercio e della distribuzione, nonché nei confronti dei privati consumatori.
Ma soprattutto perché il Leone d’Oro si propone di diventare un Concorso Internazionale di riferimento per l’estrema selettività delle regole e del metodo di valutazione del profilo organolettico dei campioni.

E a noi piacciono le sfide.

Se volete farvi un’idea dell’atmosfera che si respira durante il giorno della premiazione, cliccate qui.

Ad maiora!

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