Bocconotti come madeleine? Ci può stare.

Siamo cresciuti in una casa in cui tutti i dolci venivano fatti rigorosamente dalla mamma, in un tripudio di farina, zucchero e uova. Bello e sano penserete. Certo, senza contare che ora possiamo vantare questi ricordi proustiani (io ce l’ho nel naso quell’odore di torta che cresce in forno).

Non suoni quindi come una blasfemia se dico che ogni tanto una merendina ci poteva essere elargita, con parsimonia ovviamente, quel tanto da evitare la successiva ingordigia adolescenziale per tutto ciò che era la pasticceria (sic) industriale.

Ma siamo stati figliol prodighi e una volta tornati sulla retta via, abbiamo anche cominciato a sperimentare nuovi impasti. Come quello di questi bocconotti. Ché la pasta frolla, da quando io ricordo, a casa nostra s’è sempre fatta con il burro.

In questa, invece, ho voluto mettere l’olio, pur sapendo che il nostro, amaro, piccante e dal fruttato intenso, non ha proprio le caratteristiche organolettiche di un olio evo da pasticceria. Per cercare di attenuarne l’aroma, vi ho aggiunto la scorza grattugiata di due limoni e dello zenzero fresco.

Che dire? Ha funzionato! Certo l’olio si sente, ma si è creato un bouquet di profumi e aromi fresco e persistente. Il ripieno di  marmellata di ciliege della nostra campagna ha fatto il resto.

Se volete cimentarvi con la preparazione di questa frolla, voilà le dosi:

300 g di farina, 80 g di zucchero, 2 uova grandi, 80 ml di olio evo, la buccia grattugiata di 2 limoni, 1 cucchiaino di lievito per dolci, zenzero se vi piace.

 

 

 

 

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