Ci sono quelle due o tre occasioni all’anno in cui Gina (madre), seppur con la nostra presenza, può riprovare l’ebbrezza di cucinare carne.

Una di queste occasioni è il giovedì della festa, quel giovedì di agosto che vede lo spostamento della grande macchina da festa dal luogo di costruzione al punto di partenza della processione della domenica.

Quest’anno gli ospiti che si sono affacciati al nostro terrazzo per ammirare gli ondeggiamenti di questa costruzione in legno alta 22 metri e trainata a mano da un centinaio di uomini hanno potuto assaggiare dei mini panini ripieni di arista e melanzane grigliate.

L’arista è quel pezzo del maiale che comprende parte della schiena e del lombo e che Gina ha cucinato nel latte, secondo la sua tradizionalissima ricetta.

Lei sistema il pezzo di arista in un tegame dai bordi alti insieme ad abbondante olio extravergine di oliva, una carota, una cipolla e una costa di sedano tagliati a pezzettoni. Lo fa rosolare a fuoco medio su tutti i lati, così da sigillare i succhi all’interno e ottenere una carne morbida e succosa. Una volta diventato bello dorato, aggiunge il latte fino a coprire il pezzo di arista per metà.

Copre il tegame con un coperchio e lo lascia cuocere per un’ora (o di più se l’arista è bella grossa). Terminata la cottura, prima di tagliare l’arista a fettine sottili, la lascia raffreddare completamente.

A parte, Gina prepara un condimento di acqua, olio, sale, pepe e origano in cui passa le fettine di arista prima di sistemarle sul piatto da portata.

Noi abbiamo ricordi lontani di questi sapori, ma chi giovedì era qui da noi giura che era una squisitezza.

 

 

 

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