Quando una sera di qualche tempo fa ormai, mentre ero in macchina con degli amici, ricevetti una telefonata da una cliente della prima ora, mai avrei pensato che le cose avrebbero preso questa piega.

Non sono onesta a scrivere mai. Lo avevo sperato, in cuor mio, dal primo momento, da quando abbiamo iniziato a fare questo lavoro. Ma la timidezza, la scaramanzia sono brutte bestie. Quando il telefono squillò, quella sera, io ero ancora ferma alle valutazioni.

Dall’altro capo, intanto, la rassicurante voce della nostra cliente aveva lasciato il posto a un’altra voce dall’inconfondibile accento salentino che mi parlava in toni entusiastici. Parlava, cioè, del nostro olio con quelle stesse parole che io ero solita usare per gli oli degli altri. Il mio orecchio intanto gongolava a sentir di profumi, di salti mortali in avanti, di ravanello e erbe selvatiche. La mia testa registrava l’invito a osare, a iniziare a mandare dei campioni per delle valutazioni in guida.

Il tempo delle esitazioni finì in quel momento.

E meno male, perché in guida ci siamo finiti per davvero.

4 gocce (su 5) per il nostro esordio sulla guida BIBENDA 2018.

Di noi scrivono: “scoppiettante esordio in Guida per l’azienda dei giovani e motivati fratelli Fiore, che dopo aver studiato e affrontato nuove sfide di vita anche all’estero, sono tornati nella terra natia, come amano raccontare, per consapevolezza identitaria. L’areale produttivo è quello vocato e ben conosciuto a cavallo tra Terlizzi e Bitonto nella provincia barese e l’unica cultivar lavorata è la tradizionale Coratina, una varietà così vigorosa e ricca di fenoli in termini gustativi che è impossibile non innamorarsene.”

Di lui, invece, dicono: “veste verde brillante dalle nuance oro. Naso ricco di ricordi di drupa verde, pomodoro, semi di finocchio, cicoria e ravanello.  L’ingresso gustativo lascia emergere valido corpo e trama fenolica ben amalgamata alla struttura, carica di rimandi olfattivi. La tipica componente amaro-piccante non esita a emergere, fino a un finale duraturo su note di pepe.”

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